Sentenza distanza minima tra edifici

feb - 03 | pianetaimmobiliare | No comments. | Annunci, Notizie

Il 2 novem­bre scorso il Con­siglio di Stato ha pub­bli­cato la sen­tenza 7731/2010, che definisce con più chiarezza cosa conta e cosa no nel com­puto della dis­tanza min­ima tra edi­fici, che deve essere di 10 metri come definito dal Decreto Min­is­te­ri­ale 1444/1968.

Sec­ondo il Con­siglio di Stato, i 10 metri si riferiscono ad ogni parte del fab­bri­cato, e non solo alle parti che si fron­teggiano.
Non con­tano però le parti con fun­zione dec­o­ra­tiva, canal­iz­zazioni e rel­a­tivi sostegni, men­tre vanno tenute da conto le sporgenze di dimen­sioni mag­giori, che pos­sono essere uti­liz­zate per aumentare la parte uti­liz­z­abile per l’abitabilità dell’edificio.

La sen­tenza, che potete trovare per esteso qui, ha inoltre indi­cato più chiara­mente cosa si debba inten­dere per “volumi tec­nici”, che non con­tribuis­cono a for­mare volumetria.

In prat­ica, la sen­tenza rib­adisce la prevalenza del Decreto Min­is­te­ri­ale 1444/1968, speci­f­i­cando meglio e con mag­giore det­taglio cosa rien­tri nel com­puto dei 10 metri di dis­tanza min­ima tra gli edifici

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