Previsioni per il mercato immobiliare

nov - 21 | pianetaimmobiliare | No comments. | Notizie

Si registrano segnali positivi dal fronte mutui.

I prestiti per l’acquisto della casa crescono su base annua del 0,8%, e risultano l’unica componente positiva nel segmento del credito alle famiglie.

Tuttavia nel primo semestre 2013 le consistenze dei prestiti alle famiglie consumatrici si sono ridotte di circa 3 miliardi di euro rispetto al semestre precedente.

Di questi 3 miliardi, la quasi totalità è riferibile al calo dei prestiti per acquisto di abitazioni, che passano da 343,5 a 341,9 miliardi di euro.

A fronte di tale calo aumenta la quota di prestiti deteriorati, che passa dal 5,4% al 5,8% per la componente di acquisto di abitazioni.

Per il 2014 si attende un arresto della contrazione delle erogazioni e l’avvio di una lenta ripresa.

Il primo elemento positivo deriva dalle percezioni degli stessi istituti bancari, che riferiscono per l’ultimo trimestre 2013 l’avvio di una tendenza di offerta creditizia meno restrittiva a fronte di una domanda percepita in leggera crescita: forse la fine del periodo di contrazione, anche se per recuperare ci vorrà tempo.

“A partire dal 2015 si ritiene plausibile un avvio di ripresa che dovrebbe avere un impulso maggiore nel segmento non residenziale rispetto a quello abitativo” si legge nel rapporto, anche se gli esperti del real estate manifestano un maggior pessimismo rispetto alle quantità scambiate, il cui saldo previsionale risulta però in aumento rispetto allo scorso semestre.

Nel prossimo biennio le transazioni dovrebbero aumentare ad un ritmo superiore al 9% annuo, rimanendo pur sempre al di sotto delle 500mila unità.

Uno scenario che presuppone una prosecuzione dell’aggiustamento dei prezzi degli immobili: il repricing, cominciato in ritardo rispetto alla caduta delle compravendite, proseguirà anche nel prossimo biennio, seppure con un’intensità via via decrescente.

L’aggiustamento verso il basso dei valori immobiliari sarà significativo nel 2014 in tutti i comparti, sarà più contenuto nel 2015 (con decrementi di entità inferiore ai 2 punti percentuali), mentre occorrerà attendere il 2016 per tornare ad avere segni positivi.
Nella seconda metà del 2013 il mercato immobiliare nelle maggiori città italiane si è caratterizzato per un trend negativo associato però alla stabilizzazione di alcuni indicatori, che potrebbero essere interpretati come segnali di una possibile inversione di tendenza nel breve periodo.

Il report di Nomisma sottolinea come l’andamento tra offerta e domanda di acquisto si attenui nelle zone di pregio e centrali; tendenza analoga per il segmento delle locazione ad uso abitativo: sul mercato è presente una domanda esigua, ma in grado di rispettare gli impegni contrattuali.

La frenata delle compravendite si registra anche nei 13 maggiori mercati che, a fine 2013 potrebbero fare registrare una variazione annua negativa del 5,6%, sintesi delle due variazioni tendenziali, il -6% rilevato nel primo semestre e il -5,2% stimato per il secondo.

Per Nomisma la lettura da dare a questo fenomeno è di progressivo esaurimento della forte spinta recessiva e di graduale stabilizzazione del mercato su quantità che, rispetto al periodo pre-crisi, si sono ridimensionate di circa il 40-50%.

L’istituto di ricerca evidenzia come nel segmento non residenziale il calo del mercato delle compravendite si sia comunque attenuato, con un’oscillazione del -7,1% a livello nazionale rispetto al -24,1% dell’anno precedente.

Nomisma evidenzia come i tempi medi di vendita di abitazioni usate si siano stabilizzati (8,4 mesi in media), mentre si sono allungati di appena 10 giorni quelli relativi a uffici e negozi, portandosi rispettivamente a 10,8 e 10,1 mesi dopo un periodo caratterizzato da allungamenti progressivi.

Nel semestre si è assistito a un allineamento dello sconto rispetto a quello praticato nella prima metà dell’anno per abitazioni e uffici, mentre è aumentato quello relativo ai negozi.

Nel mercato residenziale si è raggiunto di media il 16,5% (abitazioni usate) e 11,5% (abitazione nuove), per gli uffici il 17,7% e per i negozi il 17,4%.

I prezzi, invece, registrano nel secondo semestre una variazione del -2% per le abitazioni nuove, del -2,2% per quelle usate, del -2,3% per gli uffici e del -1,9% per i negozi.

Nonostante la ripresa delle compravendite stenti a decollare emerge qualche segnale di cambiamento.

La stabilizzazione di alcune componenti del mercato come la domanda e l’offerta di abitazioni, l’interruzione della flessione dei contratti di locazione di abitazioni, il lento ma prevedibile spostamento del mercato verso la locazione e una congiuntura meno negativa nei mercati più apprezzati della città testimoniano il timido miglioramento del quadro congiunturale.

Passando al mercato corporate Nomisma evidenzia come l’Italia presenti timidi segnali di ripresa: l’incidenza sugli investimenti continentali è passata dall’1,4% del 2012 al 2,3% del 2013.

“Nel corso dell’anno il mercato degli investimenti corporate italiano ha evidenziato un andamento in crescita rispetto a quando osservato nel 2012, interrompendo il drammatico crollo iniziato alla fine del 2011” si legge nell’Osservatorio.

A fine 2013 il volume delle transazioni immobiliari istituzionali dovrebbe raggiungere i 3,3 miliardi di euro, che rappresentano poco meno del doppio degli investimenti realizzati lo scorso anno.

Cresce la quota di investimenti stranieri, che raggiungono addirittura il 73% del mercato. FONTE: Monitorimmobiliare

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