Bilocale in residence Pal F

apr - 14 | pianetaimmobiliare | no comments. | Senza categoria

Complesso victoria pal  F Bilocale arredamento completo sito al quarto piano con ascensore con ampio balcone a livello climatizzato, tende da sole, portoncino blindato, ampio balcone a livello , 45 mq terrazza soprastante con casetta in legno.. posto auto condominiale, ampio spazio …prezzo affare..

BILOCALE CON TERRAZZA SOPRASTANTE

gen - 31 | pianetaimmobiliare | no comments. | Senza categoria

Si propone in vendita complesso victoria sparagonà. In residence soggiorno-angolo cottura,1 vano letto, wc finestrato, disimpegno,ampio balcone a livello, più terrazza soprastante di proprietà, aria climatizzata, portoncino blindato, tende da sole..

Sant’Alessio Siculo Me Locale commerciale fronte mare

apr - 23 | pianetaimmobiliare | no comments. | Senza categoria

Nel paesino di Sant’alessio Siculo Vendesi  o  Affittassi Locale Commerciale mq 70 con spazi esterni senza condominio

Fronte Mare .

Giù mutui, cresce il tasso fisso. Il mercato immobiliare vede rosa

mar - 16 | pianetaimmobiliare | no comments. | Notizie, Senza categoria

Il costo del denaro che continua a scendere fa ben sperare il mercato immobiliare che già da tempo punta sul 2016 come l’anno della ripresa. Non solo per i volumi già tornati da tempo a registrare il segno più, ma anche per i prezzi che hanno da poco smesso di scendere dopo oltre tre anni, per salire solo, nella seconda metà del 2015, dello 0,2%.

Secondo il rapporto mensile Abi a febbraio il tasso, che sintetizza l’andamento dei tassi fissi e variabili, è risultato pari al 2,40% toccando un nuovo minimo storico dal 2,49% di gennaio e più di un punto in meno dal 3,49% di febbraio 2014. I tassi bassi hanno spinto le surroghe che in Italia sono a costo zero. Sul totale delle nuove erogazioni di mutui quasi i due terzi sono mutui a tasso fisso: nell’ultimo mese la quota del flusso di finanziamenti a tasso fisso è risultata pari al 63,66% (66,1% il mese precedente; era 60,9% a dicembre 2015).

Fonte: ANSA

ATTESTATO DI PRESTAZIONE ENERGETICO (APE)

dic - 14 | pianetaimmobiliare | no comments. | Notizie, Senza categoria

Il nuovo APE dovrà contenere la prestazione energetica globale dell’edificio, sia in termini di energia primaria totale che di energia primaria non rinnovabile; la qualità energetica del fabbricato, ai fini del contenimento dei consumi energetici per il riscaldamento e il raffrescamento; i dati relativi all’uso di fonti rinnovabili, le emissioni di anidride carbonica e l’energia esportata.

L’indice di prestazione energetica globale, espresso in energia primaria non rinnovabile, determinerà la classe energetica dell’edificio. Le classi energetiche passano da sette a dieci, dalla A4 (la migliore) alla G (la peggiore). Viene confermata la validità di 10 anni dell’APE.

Nell’APE dovranno, inoltre, essere indicate le proposte per migliorare l’efficienza energetica dell’edificio, distinguendo le ristrutturazioni importanti dagli interventi di riqualificazione energetica, e le informazioni su incentivi di carattere finanziario per realizzarli.

Entro il 1° ottobre 2015 l’Enea aggiornerà Docet, il software semplificato per il calcolo delle prestazioni energetiche. ( ad oggi è ancora in fase di aggiornamento )

Ecco alcuni punti importanti:

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Il certificatore energetico

Il decreto ricorda che l’APE deve essere redatto da un certificatore energetico abilitato ai sensi del  Regolamento 75/2013 e aggiunge che il certificatore che redige l’APE “deve effettuare almeno un sopralluogo presso l’edificio o l’unità immobiliare oggetto di attestazione, al fine di reperire e verificare i dati necessari alla sua predisposizione”.

Le sanzioni per il certificatore energetico

Il decreto richiama esplicitamente l’articolo 15 del Dlgs 192/2005, relativo alle sanzioni a carico del certificatore (multa da 700 a 4.200 euro per un APE non corretto), del direttore dei lavori (multa da 1.000 a 6.000 per la mancata presentazione dell’APE al Comune), del costruttore/proprietario (multa da 3.000 a 18.000 euro in caso di mancata redazione dell’APE per edifici nuovi, ristrutturati, messi in vendita o in affitto).

I costi della certificazione energetica

Entro 180 giorni dall’entrata in vigore del decreto, l’Enea metterà online una sezione del suo sito che darà indicazioni sulle tecnologie (e sui relativi costi) per l’incremento della prestazione energetica degli edifici e sugli incentivi nazionali e regionali. Nel nuovo sito, inoltre, l’Enea fornirà le statistiche sugli APE (numero di APE registrati, controllati, validati e loro distribuzione per classe energetica) e una stima dei costi medi della redazione degli APE.

Gli annunci immobiliari

Il decreto definisce uno schema di annuncio di vendita e locazione che uniforma le informazioni sulla qualità energetica degli edifici; per fornire ai cittadini un quadro completo dell’immobile, in tale schema saranno riportati anche gli indici di prestazione energetica parziali, come quello riferito all’involucro, quello globale e la relativa classe energetica corrispondente, e verranno usati degli emoticon per facilitare la comprensione ai non tecnici.

Il SIAPE

Tutti i dati relativi agli attestati di prestazione energetica saranno raccolti in un sistema informativo nazionale, denominato SIAPE, che Regioni e province autonome avranno l’obbligo di utilizzare, e che comprenderà la gestione di un catasto unificato degli APE, degli impianti termici e dei relativi controlli. Il SIAPE sarà istituito dall’Enea entro 90 giorni dall’entrata in vigore del decreto, e sarà raccordato ai catasti regionali degli impianti termici. Successivamente si prevede di integrarlo anche con il catasto degli edifici.

Perchè fare il certificato energetico?

L’APE è, come detto precedentemente, obbligatorio per legge. Le sue principali finalità sono:

Strumento per valutare la convenienza economica dell’acquisto e della locazione di un immobile in relazione ai consumi energeticiStrumento per consigliare degli interventi di riqualificazione energetica efficaciNonostante, per le costruzioni esistenti possa sembrare una mera pratica burocratica, l’ APE è un documento che comporterà notevoli vantaggi nei prossimi anni. In particolare ci sarà:

Aumento del valore di un immobile con consumi energetici bassi al momento della vendita o dell’affitto. Risparmio sulla bolletta e maggior comfort di una casa realizzata con i dettami dell’ edilizia ad alto risparmio energetico.Incentivazione alla costruzione di edifici ad alto rendimento energetico e ristrutturazioni energetiche con evidenti miglioramenti del livello di inquinamento da anidiride carbonica CO2.Differenza tra APE (attestato di prestazioneenergetica) e AQE (attestato di qualificazione energetica)

Una prima importante differenza sta nel soggetto che redige il documento: L’ AQE può essere redatto dal progettista o dal direttore dei lavori, quindi da un tecnico abilitato che ha già avuto un ruolo nei lavori. Viene rilasciato dal costruttore e consegnato al comune insieme alle documentazioni per il rilascio della dichiarazione di fine lavori. L’ APE invece va redatto da un Certificatore Abilitato ed indipendente.

Seconda differenza sta nel fatto che nelll’ AQE non è specificata la classe energetica dell’edifico. E’ un documento che secondo il dlgs 311/06 doveva sostituire temporaneamente l’ APE, in attesa che le regioni emettessero i decreti attuativi specifici.

In generale oggi l’ AQE è un documento meno utilizzato del passato, viene richiesto solamente in fase di “fine lavori” dal direttore dei lavori.

Ristrutturazione immobili RICOSTRUZIONE CON DIA/SCIA DIMOSTRANDO I VOLUMI ORIGINARI

ott - 15 | pianetaimmobiliare | no comments. | Notizie

Chi intende avvalersi della DIA/SCIA per gli interventi di ricostruzione deve farsi carico di fornire la prova sulla consistenza della volumetria originaria. Sembra essere questo il principio ricavabile dalla Sez. III penale della Corte di Cassazione, sent. n. 26713/2015.

sospensione mutui 2015, l’altro lato della medaglia

apr - 08 | pianetaimmobiliare | no comments. | Notizie

la tanto attesa nuova moratoria sui mutui è arrivata. l’abi e le associazioni dei consumatori hanno firmato l’accordo, ma in molti casi le aspettative non sono state soddisfatte. ecco cosa ci si aspettava e cosa invece è stato deciso periodo di sospensione – se in un primo momento si parlava della possibilità per famiglie e piccole e medie imprese di sospendere il pagamento della quota capitale della rata dei mutui e dei finanziamenti per tre anni dal 2015 al 2017, l’accordo finale prevede la sospensione della quota capitale del mutuo per un massimo di 12 mesi e per una sola volta nell’arco dei tre anni che vanno dal 2015 al 2017

chi ha già beneficiato di una moratoria – chi negli anni passati ha già beneficiato di una moratoria può richiedere la sospensione purché la durata complessiva della stessa non superi i 12 mesi e siano trascorsi almeno 2 anni dall’avvio dell’ultima sospensione ottenuta per lo stesso finaziamento/mutuo

calcolo della quota interessi – la quota interessi verrà calcolata sull’intero debito residuo e dovrà essere pagata alle scadenze originarie

RIPARTE IL FONDO PRIMA CASA PER CHI ACQUISTA O RISTRUTTURA L’IMMOBILE

feb - 11 | pianetaimmobiliare | no comments. | Notizie

Con la garanzia di 68 banche, tra cui Unicredit la CONSAP gestisce le garanzie richieste da privati e famiglie.

Si tratta di un fondo statale con il quale viene offerta una fideussione alla banca che concede il mutuo per acquistare o ristrutturare l’abitazione principale o anche per migliorare il rendimento energetico di un immobile già esistente.  Può essere richiesto tanto dalle coppie sposate quanto le singole persone senza limiti di reddito e di età.

Acquisto prima casa dal primo gennaio 2014

gen - 17 | pianetaimmobiliare | no comments. | Notizie

A partire dal primo gennaio 2014 l’acquisto per la prima casa, quando il venditore è un privato, è soggetto alle seguenti imposte:
- imposta di registro del 2%
-imposta ipotecaria fissa di €. 50
-imposta catastale fissa di €. 50
Nel caso l’immobile sia registrato al catasto come immobile di lusso (categorie A/1, A/8 e A/9) l’imposta di registro ha un valore del 9% sul valore dell’immobile.

Previsioni per il mercato immobiliare

nov - 21 | pianetaimmobiliare | no comments. | Notizie

Si registrano segnali positivi dal fronte mutui.

I prestiti per l’acquisto della casa crescono su base annua del 0,8%, e risultano l’unica componente positiva nel segmento del credito alle famiglie.

Tuttavia nel primo semestre 2013 le consistenze dei prestiti alle famiglie consumatrici si sono ridotte di circa 3 miliardi di euro rispetto al semestre precedente.

Di questi 3 miliardi, la quasi totalità è riferibile al calo dei prestiti per acquisto di abitazioni, che passano da 343,5 a 341,9 miliardi di euro.

A fronte di tale calo aumenta la quota di prestiti deteriorati, che passa dal 5,4% al 5,8% per la componente di acquisto di abitazioni.

Per il 2014 si attende un arresto della contrazione delle erogazioni e l’avvio di una lenta ripresa.

Il primo elemento positivo deriva dalle percezioni degli stessi istituti bancari, che riferiscono per l’ultimo trimestre 2013 l’avvio di una tendenza di offerta creditizia meno restrittiva a fronte di una domanda percepita in leggera crescita: forse la fine del periodo di contrazione, anche se per recuperare ci vorrà tempo.

“A partire dal 2015 si ritiene plausibile un avvio di ripresa che dovrebbe avere un impulso maggiore nel segmento non residenziale rispetto a quello abitativo” si legge nel rapporto, anche se gli esperti del real estate manifestano un maggior pessimismo rispetto alle quantità scambiate, il cui saldo previsionale risulta però in aumento rispetto allo scorso semestre.

Nel prossimo biennio le transazioni dovrebbero aumentare ad un ritmo superiore al 9% annuo, rimanendo pur sempre al di sotto delle 500mila unità.

Uno scenario che presuppone una prosecuzione dell’aggiustamento dei prezzi degli immobili: il repricing, cominciato in ritardo rispetto alla caduta delle compravendite, proseguirà anche nel prossimo biennio, seppure con un’intensità via via decrescente.

L’aggiustamento verso il basso dei valori immobiliari sarà significativo nel 2014 in tutti i comparti, sarà più contenuto nel 2015 (con decrementi di entità inferiore ai 2 punti percentuali), mentre occorrerà attendere il 2016 per tornare ad avere segni positivi.
Nella seconda metà del 2013 il mercato immobiliare nelle maggiori città italiane si è caratterizzato per un trend negativo associato però alla stabilizzazione di alcuni indicatori, che potrebbero essere interpretati come segnali di una possibile inversione di tendenza nel breve periodo.

Il report di Nomisma sottolinea come l’andamento tra offerta e domanda di acquisto si attenui nelle zone di pregio e centrali; tendenza analoga per il segmento delle locazione ad uso abitativo: sul mercato è presente una domanda esigua, ma in grado di rispettare gli impegni contrattuali.

La frenata delle compravendite si registra anche nei 13 maggiori mercati che, a fine 2013 potrebbero fare registrare una variazione annua negativa del 5,6%, sintesi delle due variazioni tendenziali, il -6% rilevato nel primo semestre e il -5,2% stimato per il secondo.

Per Nomisma la lettura da dare a questo fenomeno è di progressivo esaurimento della forte spinta recessiva e di graduale stabilizzazione del mercato su quantità che, rispetto al periodo pre-crisi, si sono ridimensionate di circa il 40-50%.

L’istituto di ricerca evidenzia come nel segmento non residenziale il calo del mercato delle compravendite si sia comunque attenuato, con un’oscillazione del -7,1% a livello nazionale rispetto al -24,1% dell’anno precedente.

Nomisma evidenzia come i tempi medi di vendita di abitazioni usate si siano stabilizzati (8,4 mesi in media), mentre si sono allungati di appena 10 giorni quelli relativi a uffici e negozi, portandosi rispettivamente a 10,8 e 10,1 mesi dopo un periodo caratterizzato da allungamenti progressivi.

Nel semestre si è assistito a un allineamento dello sconto rispetto a quello praticato nella prima metà dell’anno per abitazioni e uffici, mentre è aumentato quello relativo ai negozi.

Nel mercato residenziale si è raggiunto di media il 16,5% (abitazioni usate) e 11,5% (abitazione nuove), per gli uffici il 17,7% e per i negozi il 17,4%.

I prezzi, invece, registrano nel secondo semestre una variazione del -2% per le abitazioni nuove, del -2,2% per quelle usate, del -2,3% per gli uffici e del -1,9% per i negozi.

Nonostante la ripresa delle compravendite stenti a decollare emerge qualche segnale di cambiamento.

La stabilizzazione di alcune componenti del mercato come la domanda e l’offerta di abitazioni, l’interruzione della flessione dei contratti di locazione di abitazioni, il lento ma prevedibile spostamento del mercato verso la locazione e una congiuntura meno negativa nei mercati più apprezzati della città testimoniano il timido miglioramento del quadro congiunturale.

Passando al mercato corporate Nomisma evidenzia come l’Italia presenti timidi segnali di ripresa: l’incidenza sugli investimenti continentali è passata dall’1,4% del 2012 al 2,3% del 2013.

“Nel corso dell’anno il mercato degli investimenti corporate italiano ha evidenziato un andamento in crescita rispetto a quando osservato nel 2012, interrompendo il drammatico crollo iniziato alla fine del 2011” si legge nell’Osservatorio.

A fine 2013 il volume delle transazioni immobiliari istituzionali dovrebbe raggiungere i 3,3 miliardi di euro, che rappresentano poco meno del doppio degli investimenti realizzati lo scorso anno.

Cresce la quota di investimenti stranieri, che raggiungono addirittura il 73% del mercato. FONTE: Monitorimmobiliare