Il venditore può riservarsi la proprietà di una parte comune in sede di compravendita?

mar - 28 | pianetaimmobiliare | No comments. | Notizie

Cassazione sez. VI, 26 ottobre 2011 n. 22361
Se il condominio vende l’immobile ad uso abitativo è possibile escludere dal trasferimento dell’immobile la cessione della quota millesimale di comproprietà dell’area condominiale scoperta, rimamanendone contitolare in forza della proprietà di altra porzione di piano. E` quanto stabilito i giudici della Sesta Sezione Civile della Corte di Cassazione con la sentenza 26 ottobre 2011 n. 22361.
In tema di condominio di edifici, le vicende traslative riguardanti i piani o le porzioni di piano di proprietà individuale estendono i loro effetti , secondo il principio accessorium seguitur principale, alle parti comuni necessarie per la struttura o destinate per la funzione al servizio degli immobili di proprietà solitaria, ma non anche alle cose legate all’edificio da mera relazione spaziale, costituenti beni ontologicamente diversi suscettibili di godimento fine a se stesso che si attua in modo indipendente da quello delle unità abitative. Nello specifico la Suprema Corte rileva che correttamente la Corte d’ appello ha escluso nella specie l’applicazione del principio accessorium sequitur principale, stante la legittimità della pattuizione negoziale, contenuta nell’atto intercorso tra il venditore e l’acquirente, con cui il primo era rimasto esclusivo proprietario di un magazzino nel fabbricato condominiale, si era riservato il diritto di comproprietà sull’area in questione anche per i millesimi spettanti l’appartamento venduto, e ciò in quanto la sudetta area, lungi dall’essere necessaria per l’esistenza o per l’uso del condominio, dava luogo ad un bene che era suscettibile di godimento separato rispetto al fabbricato condominiale.

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