IL FISCO CERCHERA` GLI EVASORI: AFFITTI IN NERO

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La partita più importante è il riordino degli affitti, strettamente legato al federalismo. Il dato resta preoccupante: mezzo milione di locazioni in nero possono rendere al fisco anche un miliardo all’anno, ma il recupero non è affar semplice.Del resto la stima non è opinabile: nell’ultima indagine sulla situazione abitativa degli italiani, l’Istat conta 16,9 milioni di famiglie che vivono nella casa di proprietà e 4,7 milioni di famiglie in affitto; se a quest’ultima cifra sottraiamo le locazioni indicate nelle dichiarazione dei redditi delle persone fisiche (circa 2,7 milioni), quelle di edilizia pubblica (un milione) e quelle locate da società (circa 500mila), restano appunto mezzo milione di famiglie che abitano in casa d’altri ma non hanno un contratto. Se si considera che l’affitto medio, in Italia, è di 535 euro al mese (sempre dati Istat), sono circa 3,2 i miliardi di euro che ogni anno sfuggono al prelievo dell’Irpef.
Risultato: con un’aliquota media Irpef del 30,4 per cento, da applicare sull’85% dell’imponibile (difficile immaginare che si tratti di canoni concordati), il risultato è un’evasione di circa 972 milioni.

La chiave di volta starebbe proprio nel provvedimento in discussione sul federalismo fiscale: oltre all’applicazione della cedolare secca del 20 e 23 per cento (si veda l’articolo in basso) la norma in discussione prevede che entro un certo termine (nella prima bozza era il 31 dicembre 2010, ma ovviamente se ne dovrà fissare uno nuovo) chi non registra il contratto di locazione in corso subisce, oltre alle normali sanzioni e al recupero dell’imposta (si veda l’esempio qui a fianco) un drastico abbassamento del canone annuo. Per quattro anni, il proprietario pizzicato dovrebbe infatti accontentarsi di un canone pari al triplo della rendita catastale: una cifra irrisoria, rispetto alle richieste normali del mercato.

Il fisco, comunque, ha da tempo altri strumenti di controllo sugli affitti: di fatto, tutte le utenze sono state passate al setaccio, e alla Sogei sarebbe facile incrociare i dati delle intestazioni degli immobili e delle utenze che a quell’immobile restano legate pur essendo intestate a persone diverse dal prioprietario; purtroppo alcuni proprietari si sono fatti furbi, intestandosi tutte le utenze e chiedendo (sempre in nero) il rimborso agli inquilini. Trattandosi di una decisione che coinvolgerebbe mezzo milione di contribuenti, finora si è preferito non calcare la mano, ma l’appuntamento con la riforma nata con il federalismo fiscale potrebbe rappresentare l’anno della svolta per gli affitti in nero.

Fonte: Il sole 24 ore

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