CEDOLARE SECCA

apr - 13 | pianetaimmobiliare | No comments. | Annunci, Notizie

L’articolo 3 del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23 (di seguito
decreto legislativo) concernente “Disposizioni in materia di Federalismo Fiscale
Municipale”, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 23 marzo 2011, n. 67 ed entrato
in vigore il 7 aprile 2011, ha introdotto, a partire dal 2011, un nuovo regime
facoltativo di tassazione dei redditi derivanti dalla locazione per finalità abitative degli immobili ad uso abitativo e delle relative pertinenze. L’opzione comporta l’assoggettamento del canone di locazione ad una imposta operata nella forma della cedolare secca.
L’opzione da parte del locatore dell’immobile per il regime della cedolare secca
esclude l’applicazione per il periodo di durata dell’opzione:
• dell’imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF), secondo le aliquote
progressive per scaglioni di reddito, e delle relative addizionali sul reddito
fondiario prodotto dall’immobile locato;
• dell’imposta di registro dovuta sul contratto di locazione, generalmente
prevista nella misura del 2 % del canone pattuito;
• dell’imposta di bollo sul contratto di locazione dovuta nella misura di euro
14,62 per ogni foglio.La cedolare secca sostituisce le imposte di registro e di bollo, ove
dovute, anche sulle risoluzioni e sulle proroghe del contratto di locazione.
Per il periodo di durata dell’opzione, inoltre, è sospesa per il locatore la
facoltà di chiedere l’aggiornamento del canone, anche se detta facoltà è prevista
nel contratto di locazione.
L’imposta dovuta nella forma della cedolare secca è determinata con
l’applicazione di una aliquota ordinaria del 21 per cento.
Il locatore, per beneficiare del regime della cedolare secca, deve quindi
comunicare preventivamente al conduttore, tramite lettera raccomandata, la scelta
per il regime alternativo di tassazione e la conseguente rinuncia, per il
corrispondente periodo di durata dell’opzione, “ad esercitare la facoltà di
chiedere l’aggiornamento del canone a qualsiasi titolo”.
È esclusa la validità ai fini in esame della raccomandata consegnata a mano, anche con ricevuta
sottoscritta dal conduttore.

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